Biologico: Cia, avanti col Ddl. Si tenga conto parole di Mattarella

Biologico: Cia, avanti col Ddl. Si tenga conto parole di Mattarella

Dopo 12 anni di iter, politica superi criticità su biodinamico e ascolti mondo scientifico e associazioni produttori

“Avanti con il Ddl sul biologico, tenendo conto delle parole del presidente Mattarella e delle perplessità sia del mondo scientifico, che di quello accademico”. Così Dino Scanavino presidente di Cia-Agricoltori Italiani, in occasione della discussione a Montecitorio del testo unico sul biologico, dopo un travagliato iter durato ben 12 anni. Per Cia questa legge rappresenta il pilastro fondamentale per la costruzione del futuro agricolo del Paese, come indicato dal Green Deal Ue, che vede proprio nel biologico uno dei driver principali per la transizione del sistema agroalimentare verso la sostenibilità.

“Non possono, tuttavia, essere ignorate le forti perplessità in merito all’equiparazione dell’agricoltura biodinamica al metodo biologico -continua Scanavino- ribadite di recente in una lectio magistralis dal premio Nobel, Giorgio Parisi, cui ha fatto eco il pronunciamento del presidente Mattarella, che ha reso espliciti i suoi dubbi su alcuni passaggi del provvedimento”.

Cia chiede, dunque, chiarezza in merito alla suddetta equiparazione, che non appare in linea con la normativa Ue sull’agricoltura biologica, oltre a non essere presente in questa forma nel Regolamento europeo. La mancanza di specifici strumenti normativi sul biodinamico in ambito Ue potrebbe, infatti, creare notevole confusione sia a livello di produzione, sia a livello di commercializzazione e consumo, aprendo la strada a possibili contenziosi.

Cia auspica, dunque, che nel corso dei lavori parlamentari vengano prese in adeguata considerazione le opinioni espresse dalla comunità scientifica e si dichiara disponibile a fornire il supporto necessario al superamento di tutte le criticità, per essere in linea con gli orientamenti della strategia “Dal produttore al consumatore” elaborata dalla Commissione Europea nel 2020. “Un iter così complesso, lungo e travagliato -conclude Scanavino- appare il risultato di una discussione politica che ha dato negli anni troppo spazio alle posizioni ideologiche, a svantaggio delle richieste delle associazioni del mondo produttivo”.

 

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