Cia: virus peste suina corre, misure poco tempestive

Cia: virus peste suina corre, misure poco tempestive

Perplessità da parte della confederazione agricoltori che annuncia mobilitazioni. Il 23 a Roma conferenza stampa

Lentezze burocratiche e nessuna risorsa finanziaria, con un commissario straordinario che ha solo potere di coordinamento e deve ancora essere nominato. Sono queste le prime perplessità espresse da Cia-Agricoltori Italiani in merito al Decreto legge contenente misure urgenti per arrestare la diffusione della peste suina africana (PSA) in Italia. L’articolo 5, “Clausola di invarianza finanziaria”, rende, infatti, esplicito che lo Stato intenda affrontare l’emergenza nazionale scaricandone tutto il peso sulle casse di Regioni e Comuni. Mentre il virus si propaga con grande velocità, le misure del decreto appaiono molto poco tempestive. Malgrado l’emergenza, occorrono ben trenta giorni per la stesura dei piani regionali di intervento per l’eradicazione della PSA nei cinghiali e almeno altri venti per l’ottenimento del parere dell’Ispra e del Centro di referenza nazionale per la peste suina. In merito alla
figura del commissario straordinario -di cui è, peraltro, ancora attesa la nomina- le funzioni attribuite sono
solo di coordinamento e verifica di corretto svolgimento delle operazioni. Sembra, altresì, paradossale che
vengano assunti dieci veterinari per affrontare l’emergenza, ma alla Direzione centrale del Ministero della
Sanità e non sul territorio.
Non si è, dunque, preso a modello, come Cia auspicava, il modello Genova dopo il crollo del ponte
Morandi e nella zona rossa sono ormai 39 le carcasse di cinghiale infetto rinvenute. “Nella loro relazione
gli ispettori europei erano stati chiari, no more wild boars, no more virus -dichiara il presidente nazionale
Cia, Dino Scanavino-, questo decreto non mette in campo le misure tempestive necessarie, prevede
troppi soggetti protagonisti e nessuna risorsa finanziaria. Solamente i 275 chilometri di recinzione per
delimitare l’area infetta rappresenteranno un lavoro complesso e oneroso, che non deve essere realizzato
sottraendo fondi a quelli necessari ai ristori per le aziende danneggiate. Chiediamo, dunque, maggiori
risorse da stanziare ora nella fase di conversione in legge del Sostegni-ter -conclude Scanavino-, i
cinquanta milioni di euro annunciati dal governo sono davvero troppo pochi”.
Per Cia, sembra, infine, ci sia poca attenzione alle aree interne della “zona rossa”, che restano
ancora in attesa degli indennizzi previsti. Non vanno, infatti, dimenticati i danni indiretti alle aziende
agricole legate all’ospitalità e alla silvicoltura che non hanno altri sbocchi produttivi e rischiano gravi
ripercussioni economiche, che si vanno ad aggiungere a quelle subite per le restrizioni dovute alla
pandemia da Covid nell’ultimo biennio.
“Costi alle stelle, peste suina, fauna selvatica. Gli Agricoltori Italiani dicono basta!” Questo il monito lanciato da Cia-Agricoltori Italiani che, su questi temi, terrà una conferenza stampa a Roma, mercoledì 23 febbraio, alle ore 10 all’Hotel Nazionale in piazza Montecitorio.L’aumento dei prezzi delle materie prime e il caro energia, con aumenti in bolletta superiori al 100% rispetto a un anno fa, insieme all’emergenza peste suina in regioni strategiche per il Made in Italy agroalimentare e a una gestione scellerata della fauna selvatica, con la popolazione dei cinghiali ormai sopra i 2 milioni, stanno mettendo in ginocchio l’agricoltura italiana.

Per questo, Cia si rivolge al Governo e chiede interventi tempestivi e strutturali a sostegno del settore, mentre si prepara a manifestare, lunedì 28 febbraio in Liguria, centro dell’emergenza PSA con il Piemonte. Tutti i dettagli dell’iniziativa verranno illustrati proprio nella conferenza stampa romana.

Con il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino, interverranno i presidenti di Cia Liguria e Cia Piemonte, Aldo Alberto e Gabriele Carenini. Sono stati invitati i parlamentari delle Commissioni coinvolte.

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